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Da Saint-Lizier dopo sette giorni di cammino arriviamo a Lourdes…

In partenza da Saint Lizier verso Buzan

In partenza da Saint Lizier verso Buzan

Giorno 66: Saint Lizier – Buzan. Dopo una rapida colazione, prendiamo il cammino. Partiamo con nello zaino solo biscotti, credendo di trovare qualcosa da mangiare nei vari paesini che passeremo, ma l’unico negozio di alimentari che troviamo in 24 km è chiuso, quindi non possiamo che ringraziare i nostri biscotti che saranno il nostro pranzo. Salite e discese si susseguono fino all’arrivo a Buzan. Superiamo il piccolo paese e proseguiamo nel bosco per circa 1 km, fino a raggiungere finalmente la casa dove verremo accolti. La casa è davvero isolata, in mezzo al bosco, e al nostro arrivo non c’è nessuno, ma la porta della stanza a noi riservata è aperta e con appeso un foglio con la scritta: “Pèlerin entrée”, quindi entriamo e ci accomodiamo. Notiamo subito che è una casa di altri tempi, molto ma molto spartana. Dopo circa un’oretta, conosciamo finalmente le padrone di casa, due ragazze che arrivano con gli attrezzi dell’orto in mano. Durante la cena abbiamo modo di parlare con loro: una delle due è stata suora, ed anche lei anni fa ha fatto un lungo pellegrinaggio a piedi, che l’ha portata da casa sua fino a Gerusalemme, ed ora ospita pellegrini che passano di qui. Hanno deciso di abitare secondo uno stile di vita che nessuno ormai oggi conduce più e che le rende del tutto autonome: la luce la producono con due pannelli solari, l’acqua viene dalla natura, il cibo dall’orto, la toilette è a secco e per fare la doccia abbiamo dovuto scaldare l’acqua sui fornelli. Sono completamente indipendenti e vivono con poco, una scelta rivoluzionaria per la società in cui abitiamo. Per le persone cosi abbiamo molta stima, una bella esperienza che ci ha ribadito che è possibile vivere con poco ed essere veramente felici.

Tipici paesini che attraversiamo

Tipici paesini che attraversiamo

Giorno 67: Buzan – Juzet d’Izaut. Stamattina il cammino comincia subito con una deviazione, che ci farà guadagnare tempo e chilometri, ne abbiamo bisogno. Abbiamo le mappe con noi, ma andare fuori sentiero alcune volte ci può condurre in strade che sono segnate ma che finiscono nel nulla…come è successo stamattina. Una volta “persi”, camminiamo nel bosco senza sentieri per 15 minuti circa, sapendo che la strada che cerchiamo è in quella direzione. Con grande soddisfazione la troviamo, quindi non ci resta che dirigerci sul Col du Portet d’Aspet per riprendere il GR78. Da quassù possiamo godere di una vista fantastica, vediamo anche la cima del Pico de Aneto (3404m), la cima più alta di tutti i Pirenei, completamente in territorio spagnolo. Arriviamo a Juzet d’Izaut e nella struttura dove alloggiamo ci sono anche altri tre camminatori: Danielle, Claude e Helene con il loro cagnolino Loki. Danielle è una signora francese di 77 anni che da Carcassonne arriva fino a Lourdes, tutto a piedi (dovreste vedere che grinta ha!), mentre Claude ed Helene sono una coppia che cammina solo per dieci giorni. La sera ceniamo tutti insieme e finalmente possiamo parlare e confrontarci con altre persone che come noi hanno deciso di spostarsi camminando (anche se per meno tempo).

Nel centro in lontananza si può ammirare la cima del Pico de Aneto, che con i suoi 3404 m s.l.m., è la più alta tra dei Pirenei

Nel centro in lontananza si può ammirare la cima del Pico de Aneto, che con i suoi 3404 m s.l.m., è la più alta tra dei Pirenei

Giorno 68: Juzet d’Izau – Saint Bertrand de Comminges. Stamattina abbiamo deciso di partire insieme a Claude e Helene, ma ormai abbiamo dei ritmi da vere chiocciole, quindi decidiamo di raggiungerli più tardi, durante il cammino. Al Col des Ares li vediamo mentre si bevono un caffè seduti al bar, e da qui decidiamo di proseguire insieme. È la prima volta dall’inizio della nostra esperienza che camminiamo insieme ad altri: in Italia andavamo in senso contrario a tutti quindi non era possibile, e finora in Francia non avevamo conosciuto altri camminatori con cui riuscire a condividere la strada. Dopo il Col des Ares è una camminata semplice, senza troppi sali-scendi, l’unica cosa che ci fa faticare assai è il sole. Arrivati al paese prima della meta odierna, troviamo un supermercato dove facciamo spese. Considerando che su questo cammino ci sono pochi posti dove alimentarsi, facciamo scorte per più giorni, cosi il nostro zaino acquista chili e volume. A Saint Bertrand de Comminges, paese davvero carino sovrastato dall’imponente cattedrale, andiamo nella struttura messa a disposizione per noi pellegrini. La mitica Danielle è già lì che ci aspetta: la sua camminata è infatti lenta ma regolare, non si ferma mai. Anche questa struttura è DONATIVO, quindi lasciamo un’offerta per dormire ed anche per mangiare, visto che abbiamo a disposizione frigo e dispensa pieni di cibo di ogni sorta. Finiremo la serata con una bella cena tutti insieme, sarà l’ultima, perché da domani ci divideremo: Claude e Helene finiscono qui il cammino, mentre Danielle decide di passare per altre strade, anche se forse con lei ci rincontreremo a Lourdes.

L'arrivo a Saint Bertrand de Comminges è premiato dalla vista della maestosa cattedrale

L’arrivo a Saint Bertrand de Comminges è premiato dalla vista della maestosa cattedrale

Giorno 69: Saint Bertrand de Commines – Montsérié. Dopo un affettuoso saluto a Claude, Helene e l’energico Loki, ci rimettiamo in cammino. Oggi sarà una camminata breve, circa 21 km. Breve ma intensa: decidiamo infatti di fare dei tagli al percorso segnato dal GR, ma qualcosa va storto e ad un certo punto ci “perdiamo”, quindi i km e il tempo che avevamo tagliato li rifacciamo tutti per ritrovare la strada giusta; niente di guadagnato, purtroppo può succedere anche questo. A Nestier facciamo la pausa pranzo. Qui possiamo ammirare i numerosi rapaci che volteggiano in cielo, che qui sui Pirenei vediamo di continuo. Arriviamo a Montsérié ed alloggiamo tutti soli in un posto molto spartano, da veri pellegrini: salone delle feste di paese con i materassi in terra e molto sudicio, cosicché il pensiero della sera prima non può essere altro che un lieto ricordo.

Attraversamento fiume poco dopo Montsérié

Attraversamento fiume poco dopo Montsérié

Giorno 70: Montsérié – Moulin de Baronnies. Stamattina partiamo prestissimo, talmente presto che duriamo fatica a vedere. Abbiamo deciso di fare cosi perché fa caldo e camminare sotto il sole ci affatica molto. Ormai camminiamo da giorni immersi nel solito contesto, circondati da mucche e montagne, anche se pian piano, voltandoci verso est cominciamo a vedere le colline. L’ultimo tratto che facciamo oggi è bellissimo, su un sentiero stretto e con alcuni passi difficili, accosto a un torrente, tra alberi sopraffatti dal muschio. Siamo felici di essere qui, anche se ultimamente pensiamo spesso a casa.

L'ultimo tratto, prima di arrivare a Moulin de Baronnies

L’ultimo tratto, prima di arrivare a Moulin de Baronnies

Giorno 71: Moulin de Baronnies – Bagnères de Bigorre. Stamattina partiamo leggermente rinfrescati dalla pioggia che è caduta nella serata di ieri e stanotte. Il caldo però non tarda a presentarsi anche oggi. Negli ultimi giorni, date le tappe impegnative, cerchiamo sempre di accorciare il sentiero del GR, seguendo invece altre strade che vediamo segnate sulle nostre mappe.Il problema è che la maggior parte delle volte queste strade si rivelano essere vicoli ciechi…dunque accade che: o finiamo in campi recintati adibiti a pascoli, oppure in mezzo al bosco senza più una strada da seguire. Alla fine però la scampiamo sempre e non siamo più certi se lo facciamo per accorciare il sentiero o per provare l’immensa soddisfazione di ritrovarlo dopo averlo tracciato noi stessi. Le strade che percorriamo in questi ultimi giorni sono praticamente: sali la collina, scendi la collina, supera il torrente, risali la collina, riscendi la collina e cosi via…tutto questo per 3 o 4 volte. Bello ma sfiancante! Alla fine, stanchi e affamati, arriviamo a Bagnères de Bigorre, dove i volontari dell’ostello ci accolgono con il sorriso sul viso. Conoscono già tutto di noi, chi siamo, cosa facciamo, da dove siamo partiti, tutto questo perché la sera prima è passata di qui Danielle, che gli ha raccontato tutta la nostra storia. Stasera a letto presto, domani ci aspetta una lunga tappa, ma la faremo volentieri perché ci porterà a Lourdes.

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Giorno 72: Bagnères de Bigorre – Lourdes. La signora che ci ha accolti ieri all’ostello ci ha detto che ci sono due strade per arrivare a Lourdes: una di 23 km su una pista ciclabile, e l’altra di 33 km sulle montagne, che è quella segnata dal GR, che dunque abbiamo sulle nostre mappe. Tuttavia, la signora se ne è andata dall’ostello senza spiegarci la strada più corta, che avremmo fatto volentieri, quindi, per non improvvisare anche oggi strade sulle quali non siamo sicuri, siamo costretti a passare per le montagne. Possiamo dire con certezza che quella per arrivare a Lourdes è stata la tappa più dura fatta finora, 33 km di pura fatica fisica e psicologica, ma alla fine siamo qui…nella magnifica Lourdes! È stato faticoso arrivarci, abbiamo salito per tre volte montagne sopra i 1000 m, sempre tornando a valle, a livello del torrente. Ad un certo punto, seguendo una variante, il sentiero è finito nel bosco e ci siamo dovuti praticamente arrampicare tra l’erba alta fino in cima alla montagna. È stata una tappa dura, ma altrettanto bella, piena di posti dove il tempo si è fermato, dove l’unico rumore che si sente è il rumore puro della natura. Alla fine, in maniera piuttosto brusca, dopo più di 30 km, dopo l’ennesima discesona spacca-gambe, siamo arrivati a Lourdes, dove macchine, clacson e frenesia hanno preso il sopravvento sulla pace delle zone finora attraversate. Siamo distrutti ma felici di aver raggiunto la nostra meta di oggi e di poterci finalmente riposare dopo 12 ore dalla partenza di stamani. All’ostello abbiamo incontrato altri pellegrini e cenato tutti insieme; da qui in poi siamo sicuri che aumenteranno sempre di più, perché dopotutto ci stiamo avvicinando a grandi passi all’inizio del Cammino Francese per Santiago.

Santuario di Lourdes

Santuario di Lourdes

Che dire…Essere arrivati a Lourdes per noi è un traguardo e un onore, qui è sicuro che rigenereremo lo spirito.

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