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Dopo un giorno di pausa a Carcassonne ripartiamo riposati, anche se la partenza è sempre difficile, non perché non vogliamo ripartire, ma perché il corpo si abitua subito alla fermezza e tutte le volte ci mettiamo un po’ per riprendere il via. Il giorno di sosta è stato anche un’occasione per fare un resoconto sul cammino fatto fino ad ora, siamo a metà cammino e tirare le somme è doveroso. Ripartiamo sapendo che un pezzo di cammino se ne è andato, ma che rimarrà impresso in noi per sempre…

Giorno 59: Carcassonne – Montréal. È il 4 di agosto, due mesi esatti dalla nostra partenza da Tavarnelle Val di Pesa. La partenza è lenta, ma ci accorgiamo subito che il cammino è ben segnato e che nei paesi, su qualche porta, ci sono cartelli che invitano i pellegrini ad entrare, o dipinti sulle chiese raffiguranti pellegrini, tutto questo è un buon auspicio. Dopo l’uscita dalla città superiamo molti paesini e finalmente cominciamo a vedere le prime timide salite. Il problema di questi paesini è che non c’è nulla per comprare qualcosa da mangiare, infatti siamo costretti a pranzare con le nostre riserve di biscotti. A circa 5 km da Montréal, cominciamo a salire le prime vere colline, da qui possiamo ammirare numerosi campi di girasole e i primi panorami che ormai non vedevamo da molto tempo. Arriviamo a Montréal e alloggiamo in un appartamento messo a disposizione dal comune.

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Un ultimo saluto alla splendida Carcassonne

Giorno 60: Montréal – Roumengoux. Stamattina alle 6.15 siamo già fuori casa, dobbiamo fare circa 33 km, quindi per non arrivare troppo tardi ci siamo alzati presto. È ancora buio, ci sono le nuvole in cielo che oscurano il sorgere del sole e per di più tira anche un vento freddo. Siamo stanchi, sicuramente a causa della levataccia, ma anche perché ancora dobbiamo riprendere il via dopo lo stop a Carcassonne; camminiamo con le gambe che sembrano legni. C’è da dire però che i paesaggi che vediamo oggi ci aiutano molto, abbiamo attraversato un bel pezzo di Francia, ma questi paesaggi sono tra i più belli visti finora: ci ricordano molto casa, con le colline boscose, vigne, campi di girasole, grano e sullo sfondo iniziamo a vedere anche i Pirenei. Arriviamo a Hounoux, un piccolo paesino dove decidiamo di riposare le gambe stanche. Qui facciamo due chiacchiere con alcune persone del posto che rimangono a bocca aperta quando gli diciamo che veniamo dall’Italia a piedi; se fossimo stati nei loro panni forse ne saremmo rimasti stupiti pure noi. Continuiamo fino a Le Pal, mangiamo i nostri buonissimi panini sotto una quercia in cima alla collina e, quasi senza accorgercene, ci addormentiamo sul prato: la stanchezza ha preso il sopravvento, ma ne è valsa la pena. Mancano solo 7 km circa a Roumengoux, che facciamo di buon passo. Arrivati al piccolo paese, alloggiamo nello splendido gîte messo a disposizione dal comune, con una vista mozzafiato sui Pirenei e un’aria molto rilassante.

Panorami unici tra Montréal e Romengoux

Panorami unici tra Montréal e Romengoux

Giorno 61: Roumengoux – Vals. Questo posto ci ha rigenerati, partiamo con il morale alle stelle e fiduciosi nella strada che faremo, talmente gasati che neanche 150 m dalla partenza sbagliamo strada, allungando così la tappa di circa 1 km. Continuiamo felici come se nulla fosse successo, o almeno ci proviamo. Il primo tratto, stupendo, lo camminiamo nel bosco. Qui succede una cosa che ci fa ancora ridere: vediamo un cane sul sentiero, a circa 50 m da noi, che comincia a correrci incontro abbaiando. Noi restiamo fermi e cerchiamo di essere impassibili, credendo che voglia difendere il territorio, ma quando ci arriva vicino, ci passa al fianco senza nemmeno considerarci, prende un legno e ce lo mette davanti ai piedi, poi ci invita a lanciarglielo…che buffo, cominciamo a ridere e iniziamo a giocarci. Proseguiamo e scendiamo a valle fino alla cittadella medievale di Mirepoix, molto bella e caratteristica. Da qui fino a Vals mancano circa 13 km, che facciamo senza difficoltà e senza sorprese.

La vista da Romengoux: cominciamo a vedere le montagne, quelle vere :)

La vista da Romengoux: cominciamo a vedere le montagne, quelle vere 🙂

Giorno 64: Vals – Pamiers. Le tappe di questi giorni sono brevi, siamo costretti a seguire una determinata tabella di marcia, perché solo in certi villaggi c’è accoglienza pellegrina; nella maggior parte dei casi si tratta di famiglie che ci aprono le porte di casa. Oggi camminiamo nelle splendide colline dell’Ariège, nella prima parte, per poi proseguire nella piatta vallata, nella seconda parte. Dopo circa 20 km arriviamo a Pamiers; sono circa le 13, quindi decidiamo di mangiare il nostro panino nella piazza centrale. Andiamo verso la cattedrale, perché lì vicino ci dovrebbe essere la struttura che ospita i pellegrini, ma arrivati alla porta leggiamo che fino alle 17 non accolgono; noi, da bravi pellegrini, aspettiamo 3 ore, ma alle 17 non ci sarà nessuno ad aprire quella porta. Siamo delusi, ma in compenso troviamo il numero di Josette, una signora che con suo marito Maurice ospita pellegrini nella loro casa un po’ fuori città. Chiamiamo e ci confermano che possono accoglierci. Sono due persone anziane ed eccezionali; Josette ci ha preparato una cena gustosissima, durante la quale abbiamo parlato molto con loro…stiamo diventando bravi con il francese. Dall’inizio dell’anno hanno ospitato 37 pellegrini, ai quali non chiedono niente in cambio se non un’offerta.

Chiesa rupestre di Vals

Chiesa rupestre di Vals

Giorno 63: Pamiers – Montegut Plantaurel. Dopo aver salutato affettuosamente Josette e Maurice, ci dirigiamo verso la cattedrale di Pamiers, per riprendere il cammino. Anche oggi camminiamo per pochi chilometri, circa 17. Usciamo dalla cittadina sempre più convinti che qui c’è gente bizzarra, possiamo dirlo dopo aver vissuto per un’oretta la piazza principale. Oggi la nostra marcia è tra verdi pascoli e fattorie: il paesaggio sta diventando pian piano sempre più montano. Arriviamo a Montegut presto e ad accoglierci ci sono Patrick ed Evelyne. Anche loro sono una coppia che ha aperto le porte di casa ai pellegrini. Con noi ci sono anche Jacques, un signore francese che va da Carcassonne a Saint Jean Pied de Port, e Caroline, una ragazza francese che cammina solo per quattro giorni. La sera ceniamo tutti insieme, una cena preparata dagli ospitanti, e così possiamo scambiare due chiacchiere sulle varie esperienze.

Città di Pamiers vista dalla vicina collina

Città di Pamiers vista dalla vicina collina

Giorno 64: Montegut Plantaurel – Le Mas d’Azil. Anche oggi per motivi di accoglienza, la tappa è di soli 15 km. Oltre ad essere corta, la camminata di oggi non si distingue per la sua bellezza: camminiamo soprattutto su asfalto, a parte un breve tratto nel bosco. All’arrivo a Le Mas d’Azil, ad accoglierci c’è il Pastore protestante della Chiesa locale, tanto simpatico quanto pieno di impegni. Ci fa accomodare nell’alloggio adibito ai pellegrini, dove poco dopo arrivano anche Caroline e Jacques. Le Mas d’Azil è famoso per le sue grotte preistoriche, dentro le quali passeremo il giorno seguente.

Le mucche accompagnano molti nostri passi

Le mucche accompagnano molti nostri passi

Giorno 65: Le Mas d’Azil – Saint Lizier. Come fissato la sera precedente, alle 7 di stamattina, ci ritroviamo tutti insieme in casa del Pastore per fare colazione. Oggi ci aspetta una tappa più lunga: 30 km. Sarà una tappa particolarmente bella, inaugurata dall’attraversamento delle suddette grotte, per poi passare a prati, boschi e verdi pascoli, dove mucche e pecore brucano felicemente, soltanto minimamente disturbate dal nostro passaggio. Sono 30 km ma passano velocemente, sicuramente per il bel contesto in cui camminiamo, ma anche perché siamo riposati dai giorni precedenti. A Saint Lizier alloggiamo in un appartamento messo a disposizione dal Comune; di nuovo, con noi ci sarà Jacques, e oltre a lui, Philippe. Con la cucina a disposizione, ci prepariamo la nostra umile cena, ricordando con piacere le cene delle ultime sere.

L'arrivo a Vals dopo una lunga giornata

L’arrivo a Saint Lizier dopo una lunga giornata

Da Carcassonne a Saint Lizier, sette giorni di cammino dove riassaporiamo la vera ospitalità pellegrina. Dalla città passiamo pian piano alle colline ed infine alle montagne, ma camminiamo sempre ai piedi dei Pirenei. I campi coltivati vengono sostituiti da pascoli, dove mucche e pecore brucano in un fantastico contesto. In questi sette giorni oltre a Carcassonne, attraversiamo anche Pamiers, un’altra città, ma per il resto attraversiamo paesini deserti e tipicamente montani. Siamo contenti di aver ritrovato la montagna, qui tutto è più fluido, il cammino si può riappropriare del nostro corpo, lasciando la mente libera di volare.

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