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Dopo due giorni di riposo a Monginevro, ripartiamo…

La tappa 30 ci porterà a L’Argentière la Bessée. Il primo tratto è tutto o quasi in discesa, dai 1850 m del Colle di Monginevro arriviamo ai 1250 m di Briançon, in circa 9 km. Verso Villar-Saint-Pancrace, ad un bivio, indecisi su quale strada prendere, un signore anziano si avvicina e comincia a parlare francese…le lingue si assomigliano e, bene o male, capiamo le indicazioni che ci vuol dare, lo salutiamo e ringraziamo per la gentilezza. Dopo dieci minuti, mentre camminiamo, una macchina si accosta e dal finestrino vediamo il solito signore porgerci un sacchetto pieno di ciliege: contenti come bambini, lo ringraziamo di nuovo.

Continuiamo e per evitare un tratto in salita che non ci serve a niente, decidiamo di percorrere la strada asfaltata che è più diretta alla nostra meta. Questo GR (il percorso che seguiamo adesso) molte volte allunga il tragitto in maniera esagerata e noi, per evitare di fare km e km in più ed inutili, siamo costretti a fare delle deviazioni improvvisate, forse perché è pensato per chi ama fare trekking. Alloggiamo al “Moulin Papillon”, un tipico Gite d’Etape. Da ora in poi possiamo scordarci il trattamento economico che abbiamo ricevuto sulla Via Francigena.

La via centrale di Briancon

La via centrale di Briancon

Il 6 luglio la nostra meta è Mont-Dauphin. Partiamo presto e la strada comincia a salire quasi subito, per 3 km. Dopo circa 550 m di dislivello, arriviamo sul punto massimo e vediamo un panorama mozzafiato: la valle della Durance e l’altopiano con la fortezza di Mont-Dauphin incastonata sopra, un antico gioiello. Continuiamo a camminare ma oggi carburiamo male, anche perché i due giorni di pausa a Monginevro ci hanno risvegliato tutti i vecchi dolori della partenza che se ne erano andati. Una veloce pausa pranzo a Saint-Crépin e dopo circa 8 km arriviamo alla meta. Alloggiamo al “Glacier Bleu”, un ostello molto carino gestito da una giovane coppia.

Panorama con l'altopiano di Mont-Dauphin

Panorama con l’altopiano di Mont-Dauphin

La tappa 32 è Mont-Dauphin – Embrun. Alla partenza, come prima cosa dobbiamo scendere dall’altopiano per dirigerci nella valle; la percorriamo un po’ per tornare presto verso le montagne che dobbiamo salire in parte. Arriviamo al paese di Saint Clément dopo circa 9 km; qui decidiamo di accorciare il sentiero segnato, perché come troppo spesso, fa una deviazione eccessiva.

Noi decidiamo così a malincuore di passare per la statale lungo la valle, trafficata da auto e camion; la percorriamo per 6 km fino al paese successivo, dove pranziamo prima di ripartire. Da qui mancano solo 9 km a Embrun, sono lunghi e più della metà in salita, e come se non bastasse, in questi giorni fa un caldo fuori dal normale quassù in montagna. Prima di arrivare alla cittadina dove alloggiamo per la notte, la possiamo vedere dall’alto, con accanto l’azzurro Lago de Serre Ponçon.

La 33esima tappa ci fa arrivare a Chorges, un piccolo paesino ai piedi dei monti. Partiamo da Embrun e già dobbiamo dare una bella sforbiciata al percorso segnato sulla guida. Decidiamo di passare lungo il lago di Serre Ponçon e fare un tratto di strada nazionale, invece di andare in cima ad un monte e riscenderlo…sarebbero parecchi km in più per arrivare comunque a Savines le Lac. Noi abbiamo una meta: se ci sono dei sentieri che ci aiutano a raggiungerla bene, ma se ci devono far allungare la strada, per di più in salita, preferiamo evitare, soprattutto qui che di salite ne facciamo già in abbondanza.

Quindi dopo 10 km arriviamo a Savines le Lac e qui dobbiamo attraversare il ponte per dirigerci sull’altra sponda. Cominciamo quindi a salire fino a Saint’Apollinaire. Arrivati al piccolo paese, sicuri di poter mangiare qualcosa, rimaniamo delusi perché non c’è nemmeno un bar, quindi i restanti 9 km che ci separano dalla meta dobbiamo farli con solo qualche biscotto che abbiamo di scorta. Dopo altre 2/3 ore di cammino arriviamo alla meta di oggi, soddisfatti come sempre della nuova conquista. A Chorges alloggiamo in uno chalet del campeggio “La Valière”, appena fuori dal paese.

Lago di Serre Poncon e Savines le Lac

Lago di Serre Poncon e Savines le Lac

Oggi arriviamo a Gap, capoluogo del dipartimento Hautes-Alpes circa 28 km…belli quanto faticosi. Da Chorges partiamo abbastanza tardi, e il sole fa già sentire la sua potenza. Il primo paese che superiamo è Montgardin, poi scendiamo a valle e facciamo una bella camminata in piana, costeggiando i vari campi coltivati a grano, fieno e granoturco, molto piacevole. La pace viene interrotta da una salita che in 2 km ci porta a Notre Dame du Laus, 200 mt più in alto. Arriviamo in questo posto incantato stanchi ma felici, perché finalmente ci possiamo rilassare un po’ e mangiare qualcosa.

Quassù incontriamo una vecchia conoscenza: nella tappa Torino – Sant’Ambrogio di Torino avevamo conosciuto un prete eremita italiano che, partito dalla sua dimora, andava verso Grenoble a piedi, percorrendo il Passo del Moncenisio, dunque un’altra strada rispetto alla nostra. Ci avevamo scambiato due parole ed era rimasto stupito quando gli raccontammo del nostro pellegrinaggio. Dopo ben nove giorni lo ritroviamo quassù…incredibile, rimaniamo sorpresi della coincidenza tutti e tre.

Il tempo di scambiare due parole e salutarci ed è già ora di ripartire; mancano ancora 12 km a Gap. Subito dopo l’ennesima salita, arriviamo in un punto dove possiamo ammirare un panorama unico, rivedendo anche la strada percorsa i giorni precedenti. Questo sarà l’ultimo punto dove vediamo le montagne vere che svettano imponenti: qui abbiamo dato l’ultimo saluto ai ghiacciai. Da ora in poi, anche se continuiamo a raggiungere altezze superiori ai 1000 m, le montagne che ci circondano sono differenti, molto più dolci. Arriviamo a Gap e finalmente possiamo rilassarci all’hotel Formule 1 (niente di entusiasmante). La giornata di oggi è stata dura.

Panorama dopo la salita di Notre Dame de Lurs

Panorama dopo la salita di Notre Dame du Laus

Il giorno 35 la partenza da Gap è ardua: ci portiamo ancora dietro la fatica del giorno prima. Da Gap usciamo facilmente, un sali-scendi continuo ma non estremo ci porta a Les Abadous. Qui conosciamo Christine, una ragazza che, passando di lì in auto, appena ci vede non esita a inchiodare per chiederci se siamo pellegrini verso Santiago e, alla nostra risposta affermativa, si mostra molto incuriosita ed entusiasta; non a caso, ci dice che il suo sogno è quello di partire a piedi da casa sua per arrivare ad Assisi. La salutiamo e, felici di questo incontro, proseguiamo. Da qui la strada si trasforma in una lunga salita con fondo roccioso, molto bella e faticosa, anche perché a pieno sole. Arriviamo a Tallard dopo aver percorso una lunga discesa altrettanto impegnativa, che ci debilita un po’ le gambe, quindi decidiamo di sostare e pranzare qui.

Da Tallard a Venterol, tratto nel quale oltrepassiamo il confine tra i dipartimenti Hautes-Alpes e Alpes-de-Haute-Provence, ci sono solo 6,5 km, di cui più della metà in salita, una salita veramente dura che non dà tregua. Arriviamo come due stracci a Venterol, un piccolo paesino tra le dolci montagne dove regna la quiete. È stata dura e ci rendiamo sempre più conto che attraversare le Alpi a piedi è tanto soddisfacente quanto impegnativo. Il giorno 11 luglio siamo partiti da Venterol e in soli 19 km arriviamo a La-Motte-du-Caire. Ci sono due percorsi possibili da fare: uno che scende quasi subito a valle, e l’altro che prosegue nei boschi sul crinale.

Noi optiamo per il secondo: anche se sarà un po’ più faticoso, con la lunghezza della tappa di oggi ce lo possiamo permettere, e senza dubbio ci regalerà più panorami. Passiamo boschi bellissimi di faggi fino ad arrivare sulla cima, dove possiamo ammirare la vallata che dobbiamo poco dopo percorrere. Laggiù risplendono i teli delle abbondanti coltivazioni di mele. Scendiamo a valle e camminiamo accanto, proprio nei campi di mele, per altri 5 km tutti in piana fino a La-Motte-du-Caire. Alloggiamo al gîte d’étape “La maison des Hôtes”.

Passeggiata nel campo di mele

Passeggiata nel campo di mele

La tappa 37 ci fa arrivare a Saint Geniez. Partiamo da La-Motte-du-Caire (700 m s.l.m.) con il cielo che promette pioggia, infatti dopo circa 20 minuti dalla partenza cominciano a cascare le prime gocce che, con intermittenza, ci accompagnano fino alla fine della camminata. Saliamo subito verso il passage de l’Homme Mort (900 m s.l.m.); il nome sembra non promettere niente di buono, ma il posto si rivelerà essere invece molto bello, con campi da pascolo e pecore, che in qualche occasione ci ostacolano anche la strada, se cosi possiamo dire.

Riusciamo a vedere anche un bell’arcobaleno, molto vicino, e ci siamo chiesti se sia possibile passarvi sotto…purtroppo la nostra domanda non ha avuto risposta, perché non ci ha dato il tempo di arrivarci sotto 🙂 Da quassù, scendiamo fino al minuscolo centro abitato di Nibles (600 m s.l.m.), dove decidiamo di fare una piccola pausa prima degli 8,5 km finali. Da qui dobbiamo fare un bel sali-scendi e un’ultima infinita salita che ci porta a Saint Geniez (1167 m s.l.m.), sempre contornati da panorami fantastici.

Paesaggio montano poco prima dell'arrivo a Saint Geniez

Paesaggio montano poco prima dell’arrivo a Saint Geniez

Il 13 luglio è la nostra 38esima tappa e partiamo alla volta di Peipin, 28,5 km. La mattina il vento soffia e fa freddino. Dobbiamo attraversare una vallata molto suggestiva, senza tanta fatica, per poi scendere fino a Sisteron, una cittadella abbastanza grande e turistica. Qui rivediamo anche la Durance, il fiume che più o meno ci ha accompagnato fin da Monginevro, dove era soltanto un ruscello di montagna. Facciamo spesa di scorte e salutiamo Sisteron con lo zaino un po’ più pesante di quando vi siamo entrati.

Quindi proseguiamo e raggiungiamo Pont du Gournias (471 m s.l.m.), da dove comincia una salita di quelle difficili: dobbiamo infatti fare circa 600 m di dislivello in 4,5 km per raggiungere il Pas de Peipin (1030 m s.l.m.). È stata dura anche perché l’abbiamo fatta a fine giornata. Arriviamo sul passo e come abbiamo salito 600 m li dobbiamo riscendere, però in 3,5 km per la gioia delle nostre ginocchia, per arrivare alla nostra meta: Peipin. È stata una dura giornata ma siamo sicuri, purtroppo o per fortuna, che da oggi in poi non incontreremo più alcuna montagna da superare, ormai siamo su altezze collinari.

Sisteron, con il fiume Durance

Sisteron, con il fiume Durance

Da Monginevro fino a Peipin, nove giorni giorni e 260 km di cammino tra le Alpi francesi. Il paesaggio si è trasformato pian piano: dalle imponenti Alpi siamo arrivati a paesaggi montani molto più boscosi, ormai le grandi altezze sono finite. Sono stati nove giorni faticosi, molte salite e altrettante discese, il sole picchia forte…incredibile come possa far così caldo anche in montagna. Ma non solo il paesaggio è cambiato, il cammino non è più come in Italia: qui in Francia il senso di pellegrinaggio, parlando delle strutture che ospitano, si è perso. Tutto questo fa comunque parte del cammino e noi continuiamo ad essere curiosi di scoprire posti sempre nuovi, ma soprattutto di farlo con le nostre gambe.

Marco & Chiara

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